In cammino verso un futuro sostenibile

Nel 1972 a Stoccolma fu organizzata dalle Nazioni Unite la prima Conferenza sull’ambiente Umano, momento di rottura politica e culturale col passato, che definì “inscindibili” lo sviluppo umano e la difesa dell’ambiente, attraverso un ruolo crescente dei processi legislativi ed economici degli Stati in favore della conservazione della natura.

Nel 1980 con la Strategia mondiale per la conservazione si afferma la necessità di politiche orientate al mantenimento dei sistemi vitali, delle relazioni ecologiche, della diversità genetica e all’utilizzo sostenibile delle specie e degli ecosistemi.
Gli anni '80 sono gli anni delle evidenze scientifiche dell’aumento della temperatura media globale e la possibile relazione con l’aumento dei gas serra prodotti dalle attività umane.

Nel 1988 viene istituito l’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC) con l’obbiettivo di raccogliere ed esaminare ogni dato connesso con il cambiamento climatico. L’aggiunta di questa ulteriore minaccia da considerare nel rapporto dell’uomo con l’ambiente aprì una seconda fase delle politiche ambientali, ed in particolare una fase attuativa.

Nel 1992 la Conferenza Ambiente e sviluppo delle Nazioni Unite di Rio de Janeiro, diede concretezza ai principi sottolineati a Stoccolma, tramite i primi obblighi giuridici per le nazioni, resi espliciti con i 27 punti della Dichiarazione su Ambiente e Sviluppo e lo strumento attuativo denominato Agenda 21. Furono inoltre istituite le COP, ovvero le conferenze delle parti, con il compito di aggiornare annualmente obiettivi, priorità e obblighi specifici per ciascuna nazione.

Nel 1997, in occasione della COP3, venne approvato il protocollo di Kyoto che obbligava ed obbliga ciascuna nazione a tagliare una quota di emissioni di gas serra entro il 2012. Gli accordi sono però stati disattesi tanto che, durante la COP18 a Doha, in Qatar, nel novembre del 2012, si decise di rinviare il programmato taglio dei gas serra al 2020.

Il 25 settembre del 2015 i governi dei 193 paesi membri dell’ONU approvarono l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e i relativi 17 Obiettivi (Sustainable Development Goals – SDGs nell'acronimo inglese), articolati in 169 Target, da raggiungere entro il 2030 per rendere il mondo più equo e sostenibile.

 

 

Nel novembre del 2015, nel corso della COP21 di Parigi, 195 paesi hanno adottato il primo accordo generale, universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale che dovrebbe entrare in vigore solamente nel 2020.

Nel novembre 2017 si è tenuta a Bonn, in Germania, la COP23, con risultati non troppo rilevanti: le questioni urgenti sull’applicazione dei principi espressi durante la COP21 a Parigi sono rimandati a novembre 2018, quando si terrà la prevista COP24 in Polonia.

Il percorso verso un equilibrio tra attività umane e ambiente è avviato e procede, anche se lentamente e con non pochi ostacoli. Non rimane che cercare di contribuire tutti alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo e a cui non possiamo rinunciare.

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