Le Aree Protette in Italia

Le aree protette, anche a seguito della estesa diffusione territoriale, hanno svolto e svolgono nel nostro Paese un riconosciuto ruolo strategico nella conservazione della biodiversità poiché:

  • sono veri e propri “serbatoi” e laboratori per la conservazione del territorio, del paesaggio, degli ecosistemi, degli habitat e delle specie;
  • contribuiscono in modo sostanziale al mantenimento e alla valorizzazione delle buone pratiche e delle culture tradizionali, con particolare riferimento al comparto rurale e alla pesca;
  • esercitano un ruolo cardine per la diffusione dell’educazione ambientale e la formazione delle nuove generazioni sull’importanza intrinseca della biodiversità e sulle opportunità economiche e di sviluppo sostenibile che da essa derivano;
  • assicurano, valorizzano e promuovono i benefici derivanti dai servizi ecosistemici;
  • sono luoghi privilegiati per la promozione, la pratica e la diffusione della ricerca scientifica, lo sviluppo di modalità di pianificazione integrata e di processi partecipativi per la gestione del territorio e lo sviluppo sostenibile;
  • rappresentano territori vocati all’esercizio ed alla sperimentazione di modelli turistici indirizzati alla diffusione della consapevolezza ed alla sostenibilità ambientale;
    costituiscono, insieme ai siti della Rete Natura 2000, tessere irrinunciabili per la definizione delle reti ecologiche.

La legge 394/91 definisce la classificazione delle aree naturali protette e istituisce un elenco ufficiale, attualmente il sistema delle aree naturali protette è classificato come segue:

  • Parchi Nazionali
  • Parchi naturali regionali e interregionali
  • Riserve naturali
  • Zone umide di interesse internazionale
  • Altre aree naturali protette
  • Aree di reperimento terrestri e marine
Tratto da L'Italia dei Parchi- Federparchi

Nei parchi nazionali si trova la maggior parte degli habitat importanti per la vita delle 56mila specie di animali presenti in Italia, il Paese europeo con la maggiore varietà di specie viventi. Il 98% sono insetti e altri invertebrati; i mammiferi sono rappresentati da ben 118 specie diverse. Tra le piante, le foreste più significative dei parchi nazionali sono faggete e querceti, che danno un valido contributo alla lotta contro l’effetto serra.

I parchi nazionali frenano il consumo di suolo: se in Italia il 17% dei boschi ha ceduto il passo a superfici artificiali, l’attenzione degli enti parco ha permesso di ridurre al 4,5% l’urbanizzazione in queste aree protette. Sono questi alcuni dei dati contenuti nello studio “Parchi nazionali: dal capitale naturale alla contabilità ambientale”, una pubblicazione curata dal Ministero dell’Ambiente che raccoglie e classifica i dati sul patrimonio naturale dei parchi.

24 maggio- Giornata europea dei Parchi

Ogni anno il 24 maggio si festeggia la Giornata Europea dei Parchi e si rinnova l'iniziativa della Federazione Europea dei Parchi (EUROPARC) per ricordare il giorno in cui, nell'anno 1909, venne istituito in Svezia il primo parco europeo. In Italia la data del 24 maggio si dilata su più giorni, con un ricco programma di incontri, escursioni, mostre ed attività ambientali.

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