4.1 Capitale naturale e servizi ecosistemici

La natura è un bene comune e proprio per questo non appartiene ad un singolo individuo o a un gruppo d’individui, ma a tutti gli esseri umani.

Il diritto alla natura è un diritto fondamentale del genere umano, sancito anche dalla Costituzione italiana (art. 2). Ma anche la natura ha i suoi diritti, spetta all’uomo tutelarli (tutela del paesaggio, art. 9). in forme equilibrate e reciprocamente compatibili: tutelare la natura significa tutelare il territorio, la biodiversità e il paesaggio.

Fino a qualche anno fa l’istituzione di un’area protetta era percepita come un fatto negativo, in quanto considerata come limite e fonte di disturbo per lo sviluppo dell’area stessa. Grazie alla diffusione di una nuova sensibilità ambientale e a specifici provvedimenti istituzionali, come la legge quadro 394/91, oggi le aree protette sono diffusamente ritenute sinonimo di opportunità, ricchezza, benessere, futuro e sviluppo sostenibile. Il contributo fornito dalle aree protette non sta solo nel loro ruolo scientifico di conservazione e valorizzazione della biodiversità, ma anche nel ruolo economico e sociale che esercitano creando, ad esempio, nuova occupazione o migliorando la qualità della vita dei singoli e delle comunità.

Da questo tipo di approccio verso l’ambiente nasce il concetto di Capitale Naturale, inteso come l’insieme degli stock mondiali di beni naturali che include il suolo, l’aria, l’acqua e le milioni di specie di piante e animali che ci forniscono una moltitudine di servizi tanto indispensabili, quanto a lungo sottovalutati.

Tratto dal Living Planet Report 2016- WWF

I molteplici benefici forniti dagli ecosistemi al genere umano (terreni fertili, mari produttivi, acque potabili, aria pura, impollinazione, prevenzione delle alluvioni, regolazione del clima) sono noti come servizi ecosistemici (SE), classificati nel 2005 dal Millennium Ecosystem Assessment (MEA) in quattro gruppi funzionali:

  • SE DI FORNITURA (o di approvvigionamento ): relativi alla disponibilità e fornitura di risorse che gli ecosistemi naturali e seminaturali producono, quali cibo, acqua, ossigeno, fibre, ecc.
  • SE DI REGOLAZIONE: comprendono tutte le funzioni relative al mantenimento della salute e del funzionamento degli ecosistemi, ma raccolgono anche molti altri servizi che portano benefici diretti e indiretti per l’uomo relativi al controllo o alla mitigazione di processi ed eventi ( es. regolazione del clima e del ciclo dell’acqua, accumulo e trasferimento di minerali ed energia attraverso le catene alimentari, ecc.);
  • SE DI SUPPORTO: in cui rientrano i servizi necessari per la produzione di tutti gli altri servizi ecosistemici come la formazione del suolo, il ciclo dei nutrienti e la produzione primaria di biomassa;
  • SE CULTURALI: intesi come l’insieme dei benefici non materiali ottenuti dagli ecosistemi come l’arricchimento spirituale, lo sviluppo cognitivo, le esperienze ricreative ed estetiche attraverso, le relazioni sociali.

L’attribuzione di un corretto valore economico ai servizi ecosistemici, attraverso la definizione e l’attuazione di idonei meccanismi e strumenti di compensazione, è un passo funzionale alla gestione e al mantenimento degli ecosistemi che li erogano.

Il percorso per il riconoscimento dei servizi ecosistemici è iniziato a livello internazionale nel 2005 e prosegue anche a livello nazionale attraverso la Strategia nazionale sulla biodiversità il coinvolgimento in progetti europei quali il Life+ Making Good Natura.

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