Gestione dell’agroecosistema

È importante gestire le attività agricole, zootecniche e forestali non solo nel rispetto degli impegni e dei limiti aziendali, ma si deve contribuire anche alla conservazione del capitale naturale dal quale hanno origine i prodotti dell'impresa stessa. Un'agricoltura sostenibile è un'agricoltura che può avere importanti funzioni per la gestione del territorio, per la biodiversità e il paesaggio. In Italia il 21% della SAU (superficie agricola utilizzabile) presenta caratteri di alto valore naturalistico.

Scegliere tecniche agronomiche capaci di preservare struttura e fertilità dei suoli, riducendo gli impatti ambientali derivanti dall'impiego di prodotti chimici di sintesi, dall'intensività delle produzioni e dalla meccanizzazione, sul medio-lungo periodo, mantiene vivo il territorio sotto il profilo agronomico ed economico. Ad oggi, tra queste pratiche, possiamo citare sistemi di produzione integrata o biologici, le lavorazioni conservative del suolo, gli avvicendamenti colturali e l'uso di fasce tampone.

Altre pratiche utili per la conservazione delle risorse ambientali:

  • Mantenere o creare le infrastrutture ecologiche (siepi, alberi, frangiventi, boschetti, pozze, laghetti, maceri, fontanili, zone umide, margini erbacei non coltivati, prati, pascoli, radure, steppe), che contribuiscono all'autoregolazione del sistema agricolo. Esse forniscono cibo alternativo agli insetti e rifugio per i predatori naturali di fitofagi (sostituenti degli antiparassitari). Questi elementi, oltre a creare microhabitat utili anche alle produzioni agricole (lotta biologica), hanno una forte valenza ecologica e paesaggistica;
  • Diversificare le produzioni a tutela del contesto rurale e delle comunità locali, aumentando la naturalità diffusa, e riducendo la semplificazione del paesaggio e la frammentazione di habitat naturali e semi-naturali;
  • Utilizzare tecniche di difesa e conservazione del suolo e delle acque (fossi, siepi, alberature e altre strutture proprie del paesaggio agrario), implementare le sistemazioni idraulico agrarie tipiche di ciascun territorio;
  • Sfruttare le consociazioni arboreo-arbustivo-erbacee in prossimità di aree ad agricoltura intensiva, per assicurare una rete ecologica per l'avifauna, la fauna minore e specie legate agli habitat acquatici;
  • Considerare l'uso di colture intercalari appropriate, ossia piante (generalmente foraggere o orticole) a rapido sviluppo e buon adattamento, per evitare la non "copertura" dei terreni agricoli, al fine di offrire la più utile protezione del suolo da fenomeni erosivi;
  • Coltivare e mantenere in riproduzione varietà e razze antiche, in base alla loro attitudine o vocazione in relazione alle tendenze climatiche.

Il Capitale Naturale è l’insieme degli stock mondiali di beni naturali che include il suolo, l’aria, l’acqua e le milioni di specie di piante e di animali che ci forniscono i servizi indispensabili.

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