L’agenda 2030

Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese), articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030.

“Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”: è il titolo dell’obiettivo numero 2 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Due, in particolare, i traguardi di questo obiettivo che riguardano l’agricoltura:

  • Entro il 2030, garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e implementare pratiche agricole resilienti che aumentino la produttività e la produzione, che aiutino a proteggere gli ecosistemi, che rafforzino la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, a condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e altri disastri e che migliorino progressivamente la qualità del suolo
  • Entro il 2020, mantenere la diversità genetica delle sementi, delle piante coltivate, degli animali da allevamento e domestici e delle specie selvatiche affini, anche attraverso banche di semi e piante diversificate e opportunamente gestite a livello nazionale, regionale e internazionale; promuovere l'accesso e la giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche e della conoscenza tradizionale associata, come concordato a livello internazionale

L’obiettivo numero 12: “Garantire modelli sostenibili di produzione e consumo” prevede inoltre l’eliminazione dello spreco alimentare, in quanto un terzo del cibo prodotto, corrispondente a 1,3 miliardi di tonnellate finisce nella spazzatura dei consumatori e dei commercianti, oppure va a male a causa di sistemi di trasporti o pratiche agricole inadeguati. Tutti siamo quindi chiamati ad adottare uno stile di vita che possa evitare gli sprechi, che possa preservare gli ecosistemi e la biodiversità in essi contenuti e che ci renda responsabili.

 

IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA

L’agricoltura moderna non va più solo vista nell’ottica della produzione, ma contempla un ampio range di servizi, Questo non implica l’abbandono dell’agricoltura “produttiva” ma, al contrario, spinge a ricercare una soluzione di compromesso efficiente tra gli obiettivi strettamente produttivi e quelli sociali ed ambientali.

“Oltre alla sua funzione primaria di produrre cibo e fibre, l’agricoltura può anche disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio e conservare la biodiversità, gestire in maniera sostenibile le risorse, contribuire alla sopravvivenza socioeconomica delle aree rurali, garantire la sicurezza alimentare. Quando l’agricoltura aggiunge al suo ruolo primario una o più di queste funzioni può essere definita multifunzionale”

(Commissione agricoltura dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico OCSE)

La multifunzionalità permette di unire l’agricoltura post-moderna con le nuove richieste della collettività, garantendo la sicurezza alimentare attreverso un maggiore uso delle tecnologie moderne, fornendo posti di lavoro, e garantendo l’accesso a una gamma di alimenti sicura, di alta qualità, economica e nutriente.

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