L’agrobiodiversità e gli agrosistemi

La Biodiversità è l’insieme di ambienti naturali e di specie viventi, come animali e vegetali che popolano la biosfera. Essa si sta progressivamente riducendo ad una velocità preoccupante, in un secolo si sono estinte trecentomila varietà vegetali e continuano a estinguersi al ritmo di una ogni sei ore.

L'agrobiodiversità contribuisce alla diversità biologica del nostro pianeta ed è rappresentata da varietà vegetali e razze animali di interesse agrario, zootecnico e forestale

L’agrobiodiversità è il frutto della combinazione unica e irripetibile tra il processo di selezione naturale operato dall'ambiente e quello di selezione artificiale messo in atto dall'uomo nel corso dei secoli. Tale processo ha portato all'evoluzione di moltissime varietà vegetali e razze animali che localmente si sono adattate alle condizioni ambientali e alle esigenze culturali, comprese quelle imposte dai mercati.

L´agrobiodiversità è essenzialmente legata agli agroecosistemi, cioè agli ecosistemi naturali modificati dall'uomo al fine di renderli produttivi attraverso l’agricoltura. L’uomo nell’agroecosistema ha tre ruoli fondamentali: progettista, costruttore e gestore. Decide quindi che conformazione dare al terreno, quali piante coltivare e quali animali allevare, costruisce stabilmente ricoveri per attrezzature e stalle per l’allevamento e gestisce gli scambi di merci.

La conservazione della biodiversità costituisce un problema riconosciuto a livello mondiale. Da svariati decenni sono in atto processi di erosione genetica, anche dei territori rurali, che mettono continuamente a rischio di estinzione specie vegetali e razze animali di interesse agrario, un patrimonio genetico identitario di ogni territorio.

La biodiversità, sia vegetale che animale può essere vista anche come processo evolutivo e di relazione fra diversità ambientali e culturali che producono una grande diversità di prodotti agricoli e gastronomici connessi a un territorio specifico. In questo senso, salvare la biodiversità significa salvare un patrimonio genetico, economico, sociale e culturale di straordinario valore, fatto di eredità contadine e artigiane non sempre scritte ma ricche e complesse. La scomparsa di varietà o di razze invece significa purtroppo la rinuncia ai sapori autentici legati al territorio e alla cultura dell’uomo che ha saputo selezionare nel tempo questo variegato insieme di sapori e saperi.

Gli agricoltori devono essere visti quindi come custodi della biodiversità del Pianeta, hanno la possibilità di coltivare e mantenere gli alberi e le piante locali e di riprodurre gli animali autoctoni, assicurandone così la sopravvivenza. In Emilia-Romagna, grazie alla lungimiranza di imprenditori agricoli sensibili e attenti, possiamo ancora trovare alcune razze animali che, a livello nazionale, hanno raggiunto un numero così limitato da rischiare l’estinzione. Tramandare vecchie varietà fruttifere o carne di razze autoctone, spesso dal gusto inimitabile, più sane e sostenibili in termini ambientali, è un incentivo per la salvaguardia di questo patrimonio genetico.

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