Le politiche di conservazione delle risorse genetiche

La perdita della biodiversità costituisce un problema riconosciuto a livello mondiale per questo l’'impegno a tutela delle razze e varietà autoctone è da anni promosso sia a livello Internazionale sia a livello locale.

Cosa fa la Comunità Europea

Al Vertice sulla Terra del 1992 a Rio de Janeiro, i leader mondiali hanno adottato la Convenzione

sulla biodiversità (CBD), un trattato internazionale giuridicamente vincolante con tre principali obiettivi: conservazione della biodiversità, uso sostenibile della biodiversità, giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche.

Nel corso degli anni successivi si sono susseguiti una serie di importanti eventi internazionali che hanno avuto al centro del dibattito la tutela e la salvaguardia delle risorse genetiche per l’alimentazione e l’agricoltura. Sono stati tre gli accordi internazionali più significativi direttamente collegati alla Convenzione che, a partire dal 2000 a oggi, hanno permesso di focalizzare l’attenzione su temi di rilevanza planetaria quali la biosicurezza e l’accesso alle risorse genetiche: si tratta del Protocollo di Cartagena del 2000, del Trattato internazionale sulle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao, 2004) e, da ultimo, del protocollo di Nagoya (2010) sull’accesso e condivisione dei benefici derivanti dalla biodiversità.

Cosa fa l’Italia

In seguito al Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo (PNBA), nel 2012, il Comitato Permanente per le Risorse Genetiche in Agricoltura, con il coordinamento scientifico di FAO e INEA, ha pubblicato delle Linee guida Nazionali per la conservazione in-situ, on-farm ed ex-situ, della biodiversità vegetale, animale e microbica di interesse agrario.

Cosa fa la Regione Emilia-Romagna

Il Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie, istituito con la legge regionale 1/2008, è lo strumento con cui la Regione Emilia-Romagna tutela la biodiversità agraria. Nel repertorio vengono iscritte e catalogate le risorse genetiche tutelate. Le proposte di inserimento nel repertorio, con apposita modulistica, possono provenire da enti e istituzioni scientifiche, da privati cittadini o per iniziativa diretta della Regione e devono essere valutate da una commissione di esperti appositamente costituita. Le risorse da iscrivere vengono approvate con atti amministrativi pubblicati ufficialmente.

L’EROSIONE GENETICA, la perdita di diversità genetica, e la scomparsa di varietà e specie (estinzione) sono un problema che da svariati decenni riguarda anche i territori rurali e che mette continuamente a rischio di estinzione specie vegetali e razze animali di interesse agrario, un patrimonio genetico identitario di ogni territorio. L’intensivazione delle coltivazioni, ha portato al rischio di estinzione oltre 1500 varietà di frutta, mentre per le specie animali negli ultimi cinquantanni abbiamo perso 5 specie di bovini, 3 di caprini, 7 di equini, 4 di asini e ben 10 tra ovini e suini.

Scroll to top

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Più

Proseguendo nella navigazione o cliccando su "Accetto" si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Chiudi