Le principali coltivazioni in italia

I cereali

I cereali (frumento, riso, mais, orzo, avena, segale, ecc.) sono la principale fonte alimentare per l’uomo e occupano una posizione di primo piano anche nell’alimentazione animale. La loro diffusione dipende dall’elevata capacità di adattamento alle diverse condizioni ambientali, dalla facilità di conservazione del prodotto, dalla elevata digeribilità, dalla possibilità di essere consumati direttamente o trasformati, dalla bassa richiesta di manodopera e dalla possibilità di meccanizzazione della coltura stessa.  In Italia  sono destinati più di 3 milioni di ettari di suolo. Il cereale più coltivato è il frumento, sia per superficie coltivata che per entità della produzione, seguono il mais, l'orzo, il riso e l'avena.
 

Gli ortaggi

L’orticoltura un tempo era riservata quasi esclusivamente a soddisfare il fabbisogno domestico stagionale; ma con l’introduzione di nuove tecnologie si è resa possibile la coltivazione intensiva di ortaggi, anche fuori stagione. Il più coltivato il pomodoro, seguono le carote, l’insalata, il finocchio, la cipolla, il porro e le zucchine.

 

Le piante industriali

Sono quei prodotti che hanno bisogno di una complessa trasformazione industriale prima di essere immessi al consumo; come la barbabietola da zucchero che fornisce un'importante materia prima alle industrie dolciarie e conserviere, ma anche sottoprodotti destinati all'alimentazione del bestiame e all'industria dell'alcool. Tra le colture industriali troviamo anche il tabacco, la canapa e il girasole.

 

Gli alberi da frutto, l’olivo e la vite

La frutticoltura è importante per l’economia italiana, in quanto consente di avere prodotti di alta qualità destinati al consumo locale e all'esportazione. Frutta a polpa, agrumi, vite e olivo sono le coltivazioni principali, realizzate in aree geografiche specifiche.

 

Ricordiamo inoltre la coltivazione della patata, pianta da tubero, dei legumi (fagioli, piselli, fave, ceci, lenticchie),  dei foraggi (erba medica, prati  e pascoli), impiegati  prevalentemente nell'allevamento dei bovini e la floricoltura  (fiori e piante ornamentali) che rappresenta un'antica tradizione del nostro paese e che è diffusa, in particolare, in Liguria.

La silvicoltura (o selvicoltura) si occupa invece dell’impianto, la coltivazione e l'utilizzazione dei boschi.

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