Razze e varietà autoctone

Nei secoli scorsi, le diverse specie animali e vegetali sono state selezionate per essere più produttive e funzionali alle caratteristiche del territorio in cui crescevano. Queste specie si sono adattate alle specificità ambientali e sono entrate a far parte dei saperi e delle tradizioni locali. La diversità genetica e ambientale ha portato a forme di paesaggio agrario e di culture eno-gastronomiche differenti da una località all'altra: un patrimonio, tramandato nei secoli, che deve essere tutelato.

Negli ultimi decenni sono state selezionate cultivar e razze animali sempre più standardizzate e produttive che hanno nel tempo soppiantato moltissime varietà locali. Queste ultime non sono più utilizzate e per questo sono a rischio di estinzione.

Oggi delle circa 7000 le specie vegetali potenzialmente utilizzabili dall'uomo per l'alimentazione, ne vengono coltivate solo 150, di cui grano, mais, riso e patata rappresentano la gran parte della produzione mondiale (dati FAO). L'impoverimento genetico a cui sono state sottoposte le varietà più diffusamente coltivate, le ha rese più sensibili agli attacchi dei patogeni ed agli stress ambientali rendendole quindi più deboli.

La conservazione di un'ampia base genetica autoctona costituisce una riserva per affrontare le problematiche legate all'impoverimento genetico delle specie selezionate.

È necessario quindi prendere coscienza del valore intrinseco legato alla salvaguardia di vecchie varietà, che sono parte del patrimonio culturale delle diverse comunità locali, distinte per abitudini alimentari e tradizioni. Inoltre, le razze e le varietà autoctone, hanno potenzialmente, una miglior adattabilità alle condizioni pedo-climatiche del territorio in cui si sono evolute e per questo richiedono minori input produttivi. Prendere coscienza di ciò è l’occasione per rendere l’agricoltura attuale più compatibile con l’ambiente

LE BANCHE DEI SEMI

Le banche dei semi (o banche del germoplasma) sono veri e propri forzieri in cui si protegge la biodiversità. Disseminate in tutto il mondo custodiscono moltissime varietà coltivate di specie vegetali. Sono nate per salvare dall’oblio piante spontanee, ortaggi, e alberi da frutto che hanno segnato la storia dell’umanità e per garantire la custodia di un patrimonio genetico che rappresenta la memoria storica contadina.

 

 UNA MELA TIRA L’ALTRA

Si stima l’esistenza almeno di 7.000 varietà di mela (Malus domestica), circa 1.200 sono le varietà presenti in Europa e in Italia oltre 1.000. Nel repertorio delle risorse genetiche, ad oggi, vengono riconosciute 12 varietà di melo autoctone della Regione Emilia-Romagna: Abbondanza, Campanino, Durello, Durello di Ferrara,Durello di Forlì, Lavina, Mela pesca, Mela ferro, Musa, Musona, Poppina, Rosa romana.

 

 

 

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